Ecosostenibilità cosmetica e microplastiche

Con l’avvento della green mission di Greta Thunberg la plastica fa paura!

A tutti noi è nota Greta, la ragazza affetta dalla sindrome di Asperger che sta cambiando mondo o perlomeno lo sta svegliando.

Figura molto discussa ed al centro di un ciclone mediatico, ha posto un riflettore grande come una casa su un problema che molti hanno cercato di ignorare per anni. Uno dei suoi cavalli di battaglia infatti, oltre al ‘ci state rubando il futuro’ è: "eliminiamo la plastica dalla faccia della terra" (in parole povere e meno forbite di quelle di Greta).

Ciò ha riportato a galla una problematica che già l’industria della cosmesi di era posta. Si, perché anche se pochi lo sanno le plastiche nell’industria cosmetica sono molto utilizzate. Basti pensare ai packaging delle creme. del sapone , dei bagno schiuma come quello degli spazzolini, dei rasoi e così via... Il principale problema di tutto questo utilizzo di plastica nel mondo cosmetico in realtà è anche dettata dall'eccessivo costo di materiali alternativi e questo al momento è un ostacolo che sembra insormontabile.

Al momento però l’attenzione è maggiormente posta sulle microplastiche, ma sappiamo davvero che cosa sono?
Bene, le microplastiche sono delle piccolissime particelle di materiale plastico dalle dimensioni minori di 1 mm. Queste, derivano da varie fonti, quali possono essere i cosmetici in sé (come poi vedremo) oppure macroplastiche da cui, a causa del deterioramento, detriti minuscoli si staccano quali ad esempio la plastica che noi non buttiamo nell'apposito contenitore, gomma come gli pneumatici e molti altri.

Perché se sono così piccoli allora dovremmo preoccuparcene cosi tanto?

Beh, la risposta è semplice riassumibile in: accumulo nella catena alimentare. Si perché anche se vogliamo ignorarlo o pensarlo superficialmente, queste microplastiche inquinano l’ambiente e soprattutto i mari, qui vengono ingoiati dai pesci sia piccoli che grossi e indovinate su quali tavole arriva quel pesce? Esatto, le nostre!

E se io non mangio pesce? Non sai cosa ti perdi ma ahimè non sei ancora salvo! No, perchè le microplastiche arrivano anche ai mammiferi ruminanti di cui noi ci nutriamo.

Ammesso che siate vegani, allora non vi rincuorerà sapere che c’è una buona possibilità che le acque che vengono utilizzate per bagnare le grandi e piccole coltivazioni potrebbe contenere queste microplastiche. Mi spiace dirvi che anche con il lavaggio attento e minuzioso difficilmente queste abbandoneranno le vostre amate verdurine.

In sostanza, produciamo la robaccia di cui poi ci lamentiamo di mangiare!
Ad ogni modo le microplastiche nei cosmetici sono argomento contemporaneo in quanto nell’azienda cosmetica effettivamente sono sempre state usate molto.

Basti pensare agli scrub, come sappiamo a livello cutaneo è molto importante per l’eliminazione di cellule morte, dare luminosità all’incarnato e permettere alla pelle una migliore performance, ma a livello materiale le piccolissime sfere contenute negli scrub fino a poco tempo fa erano quasi tutte microplastiche. Perchè? Beh, queste hanno una delicatezza di esfoliazione che le ha sempre rese perfette da utilizzare nel cosmetico abrasivo.

Le microplastiche sono ingredienti cosmetici che per molti anni hanno trovato impiego in cosmetici sia per il corpo che per il viso proprio per la mancanza di effetti negativi sulla pelle. Esistono molte sostanze di origine vegetale utilizzabili come esfolianti ma non tutti sono delicati come le microplastiche ed utilizzabili nei cosmetici rivolti alla zona del viso (la parte del corpo più sensibile).

Le micro particelle di plastica che si trovano nei prodotti per l’igiene personale sono costituiti da polietilene (PE), ma possono anche essere di polipropilene (PP), polietilene tereftalato (PET), polimetilmetacrilato (PMMA) ed infine di nylon.

Un altro esempio sono i dentifrici: vi siete mai chiesti cosa fossero quelle piccole sfarete che danno ai denti l’aspetto lucido e levigato? Bene quelle sono microplastiche, molto simili a quelle degli scrub sopra. Essendo cosmetici che vanno ‘sputati’ finiscono nell’acqua e… beh ormai lo sapete!

C’è però una luce alla fine del tunnel! Infatti nel 2017 (prima ancora dell’avvento dell’uragano mediatico Greta) l’Italia ha approvato la legge che vieta l’impiego di queste microplastiche nei cosmetici a partire dal 2020.

E’ doveroso specificare che molte aziende cosmetiche attente all'ambiente, già da tempo e ancor prima della normativa, avevano sostituito il polietilene degli scrub o dei cosmetici a risciacquo con altri ingredienti esfolianti alternativi. Alcuni più aggressivi, altri più delicati per la pelle, ma 100% biodegradabili e, pertanto, non inquinanti i sistemi acquatici.

Mirian Doniselli


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