I claims cosmetici

Può un cosmetico idratare fino a 48 ore?

Un claim eccezionale ma anche poco probabile, vediamo perché.


Per rispondere a questa domanda ci si dovrebbe addentrare in leggi e regolamenti molto lunghi e noiosi.

Dato che qualcuno dovrà pur sporcarsi le mani, per questa volta l'abbiamo fatto noi!


Il settore cosmetico è regolamentato, in Europa, da una  specifica normativa che regola la comunicazione pubblicitaria e che pone criteri comuni da osservare in tutte le forme di comunicazione pubblicitaria associate ai prodotti cosmetici.

I cosmetici, oltre alle informazioni che devono obbligatoriamente riportare in etichetta come indicato dal Regolamento (CE) 1223/2009(nome e indirizzo della Persona Responsabile, contenuto nominale, data di durata minima, numero di lotto, funzione del cosmetico, elenco degli ingredienti ed eventuali avvertenze) sono caratterizzati anche da una serie di dichiarazioni e informazioni che contribuiscono a definire e a descrivere al meglio il prodotto al fine di informare il consumatore finale, tali informazioni sono chiamate CLAIMS.


Al fine di stabilire criteri comuni per tutte le aziende produttrici è stato redatto e pubblicato il Regolamento (UE) 655/2013.

Questo documento è stato pubblicato per garantire che le informazioni indicate nei prodotti cosmetici siano utili, comprensibili ed affidabili in modo da permettere al consumatore finale di prendere decisioni informate e compiere una scelta soddisfacente per le loro aspettative ed esigenze.

Esso stabilisce i famosi CRITERI COMUNI che sono i seguenti:


1. Conformità alle norme

Non sono ammesse le dichiarazioni che indicano che il prodotto è stato autorizzato o approvato da un’autorità competente all’interno dell’Unione e non sono consentite le dichiarazioni che suscitano l’impressione che un prodotto abbia uno specifico beneficio, se tale beneficio consiste nel semplice rispetto dei requisiti minimi di legge, ad esempio il claim "non testato sugli animali" è ingannevole poiché dal 2013, in tutta Europa non si testano più né materie prime né prodotti finiti sugli animali.


2. Veridicità


  • Se si dichiara che un prodotto contiene uno specifico ingrediente, tale ingrediente deve essere effettivamente presente così come la sua assenza, il claim "senza siliconi" deve essere giustificato dall’assenza di tale ingrediente sulla lista degli ingredienti e sul prodotto stesso. Se sulla lista ingredienti c’è scritto miele, nel prodotto deve esservi il miele e non l’aroma miele.

  • Le dichiarazioni sugli ingredienti che fanno riferimento alle proprietà di uno specifico ingrediente non possono attribuire le stesse proprietà al prodotto finito se questo non le possiede (a meno che non siano sostenute da prove verificabili)

  • I messaggi commerciali non devono suscitare l'impressione che i pareri espressi siano dichiarazioni verificate, a meno che non siano sostenuti da prove verificabili.

3. Supporto probatorio


  • Le dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici, sia esplicite, che implicite, devono essere sostenute da prove adeguate e verificabili, indipendentemente dal tipo di supporto probatorio utilizzato per comprovarle, comprese eventual­mente anche valutazioni di esperti. Se una crema riporta il claim "idratazione fino a 48 ore" questo deve essere sostenuto da prove adeguate.

  • Se su un profumo troviamo il claim "questo profumo ti mette le ali" è chiaro che non serva alcuna validazione

  • Una dichiarazione che estrapola le proprietà di un ingrediente attribuendole al prodotto finito deve essere accompagnata da prove adeguate e verificabili che dimostrino ad esempio che l'ingrediente è ad una concentrazione efficace

4. Onestà

La presentazione delle prestazioni di un prodotto non deve andare al di là delle prove a sostegno disponibili.

Un claim come "un milione di consumatori preferisce questo prodotto" non è consentito poiché basato unicamente su un dato di vendita del prodotto che possiede l’azienda produttrice.


5. Correttezza

Le dichiarazioni relative ai cosmetici devono essere obiettive e non denigrare i prodotti della concorrenza, né denigrare ingredienti legalmente utilizzati.


6. Decisioni informate

Le dichiarazioni devono essere chiare e comprensibili all’utilizzatore finale medio in modo da consentire all’utilizzatore finale di compiere scelte informate.


Anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilasciato un vademecum per i consumatori sulla comunicazione commerciale dei prodotti cosmetici facilmente consultabile qui: AGCM - Vademecum per consumatori


Vari sono gli organi pubblici e privati che controllano e vigilano sulla corretta pubblicità dei prodotti cosmetici, tra queste ad esempio la già citata AGCM (Autorità Garante del Concorrenza e del Mercato) che, sulla base di una specifica normativa chiamata Codice del Consumo, vigila ed interviene in caso di pubblicità ingannevole e lo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) che vigila sulla comunicazione commerciale in vari ambiti tra i quali i prodotti legati alla salute, e sulla base del Codice di Autodisciplina, si pronuncia comportando l’immediata cessazione della diffusione del messaggio scorretto.


Erica Pietrageli


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